
"Bisogna essere organizzati, per questo non mi sorprende il cammino del Monaco ed ero convinto che la Juventus potesse passare con il Barcellona".
Uno dei più grandi numeri dieci della storia del calcio, Gheorghe Hagi, è intervenuto in esclusiva a Tele Radio Stereo 92.7:
“Il numero dieci esiste ancora ed è ancora determinante, ce l’ha la Juventus, lo hanno le grandi squadre, e i numeri dieci fanno la differenza. Il calcio deve essere propositivo, io ho avuto il più grande maestro, Cruijff, ho conosciuto a Barcellona il progetto che da ragazzino negli anni settanta ammiravo e sognavo di conoscerlo da vicino. Ci sono riuscito, mi ha insegnato tanto. Il mio calcio è quello, il calcio di chi costruisce. Per questo il mio allenatore preferito è Guardiola. E poi bisogna essere organizzati, per questo non mi sorprende il cammino del Monaco ed ero convinto che la Juventus potesse passare con il Barcellona.
Ora il mio obiettivo è dare spazio ai giovani. A Costanza la mia accademia deve forgiare ragazzi che diventeranno uomini, che saranno calciatori, bisogna aiutarli a crescere. Vedo la crescita di mio figlio, la crescita fisica, da abbinare alle doti che ha, la tecnica, la visione di gioco, di leggere i momenti della partita. Questo deve essere il lavoro di chi nel calcio c’è stato, mettersi al servizio di chi ci starà in futuro.
Totti è un calciatore straordinario, fantastico, sta dimostrando a tutti i giovani cosa significa amare il calcio. E’ un esempio, in una società in cui i giovani sono ribelli, lui dà un senso, per questo è un idolo e un esempio. Totti deve restare vicino al calcio. Oggi sei protagonista in campo, domani devi saper aiutare gli altri a diventarlo. Diventi allenatore e devi essere là. Totti non sparisce, Totti non lascia niente. Totti forse non giocherà più ma farà giocare gli altri. Se sceglierà la nuova esperienza da dirigente, lavorerà per scoprire a Roma il Totti che verrà”.