
Dopo l'addio alla Juventus, Thiago Motta spiega la sua versione dei fatti, smentendo dissidi interni al club bianconero.
A due settimane dall’esonero, Thiago Motta è tornato a parlare per raccontare la sua verità sull’addio alla Juventus e lo ha fatto in un’intervista rilasciata a Walter Veltroni per il ‘Corriere della Sera’. Il tecnico ha detto la sua sull’andamento della stagione, rispondendo anche ad alcune voci su presunti rapporti tesi alla Continassa.
“Sicuramente sono deluso perché non è andata come speravamo, soprattutto in Coppa Italia e Champions – ha spiegato Motta -. Però non sono d’accordo quando sento parlare di fallimento: il nostro lavoro è stato interrotto quando eravamo a un punto dal quarto posto in classifica che era, a inizio stagione, l’obiettivo prioritario”.
“So benissimo che, in squadre del livello della Juve, bisogna vincere – ha aggiunto l’italo-brasiliano -. Tanto più dopo anni nei quali questo non è accaduto. Il progetto non è sicuramente andato come volevamo o come avevamo immaginato (…) Ho sempre analizzato quello che si è fatto male, ma anche dopo una vittoria penso che si possa cambiare qualcosa, una strategia di gioco, una sostituzione, una scelta, un titolare. Non è che quando si vince è tutto perfetto. Tante cose rifarei, tante cose cambierei”.
“Mai nessuno con cui ho lavorato, in carriera, ha detto pubblicamente di avere avuto problemi con me – ha poi chiosato Thiago Motta -. Alla Juve avevo un ottimo rapporto con tutti i miei giocatori dal punto di vista professionale e umano (…) Giudicarmi come allenatore, criticare le mie scelte di campo, di giocatori, di tattica, tutto quello che ha che fare con il calcio lo accetto e lo accetterò sempre. E anzi sono analisi che aiutano a crescere. Però non accetto gli attacchi personali”.