La Yamaha si fidò di Viñales: “Non ascoltammo Rossi”

Il retroscena del boss Yamaha dopo un 2017 da incubo.

Il boss della scuderia Yamaha Lin Jarvis in una intervista alla Gazzetta dello Sport ripercorre la brutta stagione della casa di Iwata: “I problemi sono iniziati prima di Le Mans. A Jerez la prima avvisaglia: lì nel 2016 Valentino aveva dominato, è stata una grande sorpresa vedere quanto abbiamo faticato. La cosa si è ripetuta a Barcellona, altra pista tradizionalmente buona. E ci siamo resi conto di avere problemi su piste con poco grip. Quest’anno abbiamo sperimentato più volte problemi di consistenza delle gomme. Anche se non è una scusa. Michelin ha ribadito che non è cambiata la costruzione del pneumatico posteriore, ma noi abbiamo avvertito qualcosa di diverso”.

La Yamaha inizialmente non ha dato ascolto a Rossi, preoccupato fin dai test invernali. Jarvis conferma: “Ma non eravamo semplicemente abbagliati da Viñales. C’erano i risultati. Se sei davanti e vinci, pensi sia la direzione giusta”.

“Cosa salvo del 2017? La nostra forza a inizio stagione, Maverick è stato impressionante. Altro gran momento la vittoria di Valentino ad Assen, come il ritorno dall’infortunio. C’è stata il 500° trionfo Yamaha a Le Mans. E Zarco“.

Il futuro di Valentino Rossi: “La sua motivazione dipenderà anche dalle prestazioni della moto. In inverno spero di riuscire a parlare con lui per capirne le intenzioni, ma credo che deciderà dopo 3-4 gare. Se dovesse smettere saremo preparati e, di sicuro, Zarco sarà uno dei candidati. Il 2018 sarà importante, tranne i piloti di Marc VdS e Crutchlow, tutti saranno liberi”.

 

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