
In un'intervista al Corriere della Sera, Riccardo Piatti ha fatto 4 nomi per il post Darren Cahill, che lascerà Jannik Sinner a fine stagione
Riccardo Piatti, ex coach di Jannik Sinner, ha rilasciato una lunga intervista al Corriere della Sera in cui ha parlato del suo ex allievo con cui si è separato più di tre anni fa: “Quando ho finito con Jannik ammetto di aver avuto qualche mese di stordimento, poi sono andato verso quello che piace a me: insegnare tennis. Il Piatti Center non è un supermarket: qui si fa un processo di crescita. L’ho fatto anch’io. È stato un clic mentale, sono cambiate le priorità ma il tennis rimane in cima ai miei pensieri. Ora inseguo i sogni dei ragazzini”.
“Tutti ricordano il match con Daniel, a Melbourne, nel gennaio 2022, quando ha detto: ‘stai calmo, ca**o’ – ha proseguito l’allenatore italiano -. Ce l’aveva con me per cose di campo, era già successo altre volte: è normale dinamica tra coach e giocatore. Non è quello il problema. Ho sempre voluto che Jannik diventasse indipendente, sapevo che un giorno se ne sarebbe andato. Ma con lui dovevo essere l’allenatore rigoroso, a volte rigido: era il mio ruolo. Ljubicic mi rimprovera che gli dicevo: decidi pure tu, Ivan, ma poi fai come dico io. Per Jannik questo rigore, a un certo punto, è stato troppo da reggere”.
Quindi ha fatto qualche nome per il post Darren Cahill, che lascerà l’altoatesino a fine stagione: “Carlos Moya, che avevo già preso in considerazione. È stato numero 1, conosce il circuito. Umanamente è un’ottima persona, come Darren. Renzo Furlan, ora che ha smesso con Paolini, è libero. Ljubicic è molto valido. Oppure Becker, che avevamo contattato; però lavorare con Boris è più complicato. I nomi sono questi”.
Chiosa sul rientro del numero uno del mondo, previsto agli Internazionali d’Italia: “Sarà subito forte. Io credo davvero che quest’anno possa fare il Grande Slam. La sospensione gli ha allungato la vita: arriverà a fine stagione fresco. Si gioca troppo, mentalmente non ci si ferma mai. Lui tornerà carico e motivato. Lo è sempre stato. In pandemia molti ne approfittavano per non allenarsi, Gasquet nello stop per doping ha preso otto chili, Jannik non ha perso un giorno. Sa perfettamente dove vuole andare”.