Daniele Adani
Aggiornato Lun 26 Ott 2026 alle 15:16Daniele Adani resta uno dei personaggi più discussi del panorama calcistico italiano. Tra le ultime notizie c’è il video virale di Gigi Cagni, che ha risposto con ironia ai suoi attacchi, ma pesano anche le analisi alla Domenica Sportiva e le polemiche nate durante il Mondiale. Le novità degli ultimi giorni mostrano un commentatore Rai amato e contestato in egual misura, che non rinuncia mai a un giudizio netto.
Cagni contro Adani: le ultime notizie sulla polemica a distanza
L’episodio più recente è quello che ha visto protagonista l’ex allenatore Gigi Cagni. Il 76enne bresciano ha postato su Facebook un video girato mentre raccoglieva le olive, diventato subito virale. Il messaggio è rivolto ad Adani e ad Alessandro Budel, entrambi suoi ex calciatori e oggi commentatori televisivi: «Portate rispetto per chi è stato allenatore, voi non lo siete mai stati». Il consiglio ironico è quello di andare a raccogliere le olive. Cagni ha aggiunto una stoccata legata alla Nazionale: «Aveva ragione Adani, per colpa mia non siamo andati ai Mondiali, quindi è meglio che abbia smesso».
Lo scontro non è nuovo. In primavera, a Viva El Fútbol, Adani aveva indicato proprio Cagni come simbolo della mentalità difensiva italiana, dicendo che ci sono ancora «tanti Cagni, tanti allenatori come Cagni». L’allenatore aveva risposto sulla Gazzetta dello Sport, accusando chi parla così in tv di voler solo fare il protagonista. Aveva ricordato di non aver considerato Adani un titolare e aveva pronosticato che il suo ex giocatore, fuori dalla Rai, sarebbe sparito perché «non ha niente da dire». Il riferimento ai Mondiali richiama del resto un tema caro ad Adani: dopo la sconfitta per 0-2 contro il Belgio del 25 settembre, nella prima gara della nuova gestione di Roberto Mancini, il commentatore aveva ricordato che l’Italia è «l’unica Nazionale tra le prime 20 del ranking che non partecipa ai Mondiali».
Azzurri, Juventus e Napoli: i giudizi più duri della Domenica Sportiva
Sul fronte della Nazionale, Adani non ha fatto sconti dopo Italia-Belgio. In diretta sui canali Rai ha detto: «Se facciamo così, provando ad equipararci a tante squadre che giocano i Mondiali, abbiamo già perso». Secondo lui gli altri hanno già ciò che gli azzurri cercano, e fanno debuttare i giovani da tempo. Mancini stesso ha ammesso che i fischi dell’Olimpico «ci stanno». Qualche giorno dopo, a Bursa contro la Turchia, la partenza dell’Italia è stata ben diversa: Bastoni ha sbloccato subito il risultato e Frattesi ha raddoppiato al 22′. Adani ha festeggiato a modo suo, rivolgendosi a Rimedio: «Te l’ho detto cinque minuti fa».
Il campionato è l’altro terreno su cui il commentatore si muove con più libertà. Dopo il pareggio della Juventus a Cagliari, alla Domenica Sportiva ha preso di mira Edon Zhegrova, pur entrato bene nella ripresa: «Non è un giocatore di livello Juve, è un giocatore da mezz’ora». Per Adani è funzionale a un sesto posto, ma non al salto di qualità. Luciano Spalletti, dal canto suo, ha rivendicato la prestazione e ha insistito sul fatto che ci si gioca la carriera «in ogni situazione di gioco».
Resta poi il capitolo Massimiliano Allegri, il bersaglio storico di Adani. Il commentatore aveva già criticato duramente il tecnico a fine maggio, quando il Milan aveva mancato la Champions e lui aveva parlato di una squadra senza idee e senza reazioni. Quando il Napoli ha scelto Allegri, aveva pubblicato su Instagram una foto di Maradona con la scritta «Perdonali, perché non sanno quello che fanno». Da allora le critiche sono proseguite. Dopo la sconfitta con il Como in agosto, Adani aveva sottolineato come i lombardi di Fabregas avessero dominato in tutto. A settembre, dopo il pareggio con la Fiorentina, aveva detto di non poter «vedere così il Napoli», fermo al nono posto con 7 punti dopo cinque giornate. Nella stessa serata aveva rimproverato anche l’Inter, accusata di sentirsi in controllo e di prendere così «le sberle», nonostante lo scudetto vinto a maggio sotto la guida di Cristian Chivu.
Il caso Mondiali: dalle urla per Messi alle difese di Rimedio
Gran parte della popolarità, e delle polemiche, di Adani nasce però dall’estate. Il Mondiale nordamericano ha amplificato tutto. Già in Francia-Senegal, in coppia con Giuseppe Galati, aveva definito Faghani «il peggior arbitro della storia dei Mondiali» e aveva dato dei «deboli di spirito» a chi non si emozionava per le giocate dei transalpini. Per la Rai, la mancata telecronaca delle prime partite dell’Argentina era dipesa da ragioni logistiche e di costi. Quando finalmente ha incontrato Messi, negli ottavi contro Capo Verde, è arrivato il celebre commento sul cooling break «a idratare il numero dieci», seguito dalla replica gelida di Rimedio: «ce lo godiamo in silenzio il replay».
Il culmine è stato raggiunto con la semifinale Argentina-Inghilterra, vinta 2-1 in rimonta. Adani ha perso la voce e il suo entusiasmo ha acceso una bufera social. La Repubblica ha parlato di «Tele Buenos Aires», Il Fatto Quotidiano di «Adani fuori controllo», Giovanni Minoli ha definito la sua una telecronaca-rap. Paolo Di Canio ha raccontato di aver ricevuto 52 messaggi indignati e ha invitato gli italiani ad abbassare il volume. Carlo Nesti ha detto che nella telecronaca diventa «un disturbatore», pur riconoscendolo come una risorsa per la Rai.
Non sono mancate le voci favorevoli. Aldo Grasso sul Corriere della Sera ha dichiarato di amarlo perché «passionale, visionario e polarizzante». Riccardo Cucchi ha preferito non salire in cattedra: se Adani piace al pubblico di oggi ha trovato il modo giusto di raccontare, ma non ama le urla e mette in guardia dal rischio di ergersi a insegnante di calcio. La Rai ha tirato dritto e ha affidato ad Adani e Rimedio anche la finale Spagna-Argentina. In quella serata, vinta dalla Spagna, il commentatore è sembrato quasi afono e per oltre un minuto, dopo il fischio finale, è rimasto in silenzio, un dettaglio che i social non hanno perso l’occasione di sfruttare.
Lo stesso Rimedio, nonostante le battute in cabina, a settembre ha preso le difese del collega: «Non c’è alcuna finzione, lui è così». Lo stesso Adani, a Notti Mondiali, aveva spiegato che «a volte non so nemmeno cosa dico: sono le lacrime che il calcio riesce a tirarmi fuori».
Un commentatore che divide, e che continua a far parlare
Il quadro che emerge dalle ultime news è quello di un personaggio che continua a dividere. Dalla Nazionale alla Serie A, passando per il video di Cagni, Adani resta al centro del dibattito con giudizi netti e un linguaggio emotivo. Con il campionato in corso e la Nazionale di Mancini ancora impegnata nella Nations League, altre novità non mancheranno. Le sue parole continueranno a far discutere, tra chi ne apprezza la passione e chi lo vorrebbe meno sopra le righe.