Juventus
Aggiornato Mar 26 Mag 2026 alle 16:53La stagione della Juventus si è conclusa con un’amara beffa: il pareggio per 2-2 nel Derby della Mole contro il Torino, in una serata surreale iniziata con un’ora di ritardo a causa degli scontri tra tifosi fuori dallo stadio Grande Torino, ha sancito l’esclusione dei bianconeri dalla prossima Champions League. Un epilogo doloroso, che segna la prima volta in quindici anni in cui la Vecchia Signora chiude fuori dalle prime quattro posizioni in campionato.
Il derby ha vissuto momenti di grande tensione già prima del calcio d’inizio: un tifoso bianconero di 45 anni è stato trasportato in ospedale in codice rosso per un trauma cranico dopo gli scontri prepartita, e gli ultras della Juventus hanno minacciato di impedire lo svolgimento della gara. La partita è poi cominciata con 45 minuti di ritardo rispetto al programma originale. In campo, Dusan Vlahovic ha firmato una doppietta — quattro gol nelle ultime quattro partite — ma non è bastato: il Torino ha rimontato da 0-2 a 2-2 grazie a Casadei e Adams, entrambi su calcio d’angolo. Nel frattempo, Roma e Como vincevano le rispettive partite, superando definitivamente i bianconeri in classifica.
Fuori dalla Champions: le conseguenze sportive e di mercato
La mancata qualificazione alla Champions League rappresenta un colpo durissimo per le ultime notizie sul fronte mercato della Juventus. Senza la massima competizione europea, il budget a disposizione si riduce sensibilmente e diversi scenari cambiano radicalmente. Già nelle settimane precedenti alla fine del campionato, dalla Continassa filtrava la certezza che almeno sei giocatori sarebbero partiti: Di Gregorio, Koopmeiners, David, Openda, Cabal e Gatti erano considerati in uscita a prescindere dall’esito della stagione. Ora, con l’Europa che conta lontana, la lista potrebbe allungarsi.
Il caso più delicato rimane quello di Kenan Yildiz, premiato come miglior Under 23 della Serie A 2025-2026, ma con il futuro sempre più in bilico. Il talento turco considera la Champions un passaggio imprescindibile per la propria crescita, e l’interesse concreto del Real Madrid — oltre al monitoraggio costante di Arsenal e Manchester United — mette la Juventus in una posizione di debolezza negoziale. Senza la qualificazione europea, trattenere il gioiello bianconero diventa un’impresa ardua.
Anche il futuro di Vlahovic resta uno dei dossier più spinosi. Il contratto è in scadenza e il rinnovo, pur considerato una priorità da Spalletti, appare complicato: la Juventus ha offerto circa 6 milioni a stagione, quasi la metà dell’attuale ingaggio, e i progressi nella trattativa sono stati minimi. Una pista a sorpresa porta alla Roma di Gasperini, che potrebbe puntare sull’attaccante serbo per affrontare gli impegni della prossima Champions League. Bayern Monaco e Barcellona restano sullo sfondo, ma senza offerte concrete nelle ultime settimane.
Spalletti resta, ma chiede una rifondazione
Nonostante le polemiche, la contestazione e una stagione chiusa senza Champions, la proprietà bianconera ha confermato Luciano Spalletti alla guida tecnica. John Elkann aveva già blindato il tecnico toscano con un rinnovo fino al 2028, e la linea non cambia. Quello che cambia, però, è la struttura attorno a lui: si va verso una profonda riorganizzazione, con possibili avvicendamenti ai vertici dirigenziali e l’ipotesi sempre più concreta di un ridimensionamento del ruolo di Damien Comolli, il dirigente francese mai davvero in sintonia con l’allenatore.
Spalletti ha già delineato le proprie richieste per il nuovo ciclo. Serve un portiere di alto livello — con Alisson Becker, in scadenza con il Liverpool, tra i profili più graditi — un difensore centrale abile nell’impostazione, un regista con caratteristiche simili a Lobotka e un trequartista capace di saltare l’uomo. In attacco, il progetto ruota ancora attorno a Vlahovic, ma l’incertezza sul suo rinnovo complica la pianificazione. Sul fronte degli acquisti, Bernardo Silva a parametro zero dal Manchester City è in cima alle preferenze del tecnico, che avrebbe già ricevuto segnali positivi dall’entourage del portoghese.
Il clima nello spogliatoio, nelle settimane finali, non è stato dei migliori: emblematico il litigio in campo tra Manuel Locatelli e Vlahovic durante la sconfitta con la Fiorentina, costato a entrambi una multa da 41mila euro. Un episodio che ha fotografato la tensione di un gruppo consapevole di stare perdendo un obiettivo fondamentale. Spalletti aveva provato a smorzare i toni, rivendicando la crescita della squadra nel corso della stagione e invitando a non trasformare ogni partita in una questione di vita o di morte. Ma i risultati, alla fine, hanno parlato chiaro: la Juventus riparte dall’Europa League e da una rifondazione che si preannuncia profonda e inevitabile.