Fabio Fognini

Aggiornato Gio 11 Giu 2026 alle 20:53

Le ultime notizie su Fabio Fognini raccontano la storia di un campione che ha saputo chiudere con stile una carriera straordinaria e che, anche dopo il ritiro, continua a essere una voce autorevole nel panorama tennistico italiano. Dal commovente addio al tennis fino alle recenti analisi sul circuito ATP, il ligure di Arma di Taggia rimane un protagonista indiscusso della scena sportiva nazionale.

L’addio al tennis e la vita dopo il ritiro

Il capitolo finale della carriera agonistica di Fognini si è scritto sul Campo Centrale di Wimbledon, dove nel luglio 2025 ha perso in cinque set contro Carlos Alcaraz con il punteggio di 7-5, 6-7, 7-5, 2-6, 6-1. Una sconfitta che, paradossalmente, ha avuto i contorni di una vittoria: la standing ovation del pubblico londinese, le lacrime negli spogliatoi, i complimenti dello stesso Alcaraz che lo ha definito un giocatore dal “talento pazzesco”. L’annuncio del ritiro è arrivato in conferenza stampa con parole cariche di emozione: “Ho sofferto tanto a causa degli infortuni degli ultimi anni. Serve anche coraggio per dire basta”.

Nei mesi successivi, Fognini ha intrapreso nuove avventure, tra cui la partecipazione a Ballando con le Stelle su Rai Uno, non senza qualche polemica. Il Corriere della Sera lo ha stroncato con un cinque, definendolo “presuntuoso” e appartenente alla categoria dei “ciao come sto”. Critiche che non hanno scalfito la sua popolarità, confermata anche dalla partecipazione a una campagna pubblicitaria di Sky Wifi insieme all’ex moglie tennista Flavia Pennetta e all’ex calciatore Alessandro Del Piero. Nel frattempo, a gennaio 2026, ospite del programma Rai Belve, ha tracciato un bilancio sincero della sua vita: “Spesso ho odiato il tennis, e mi sono tirato la mazza sui piedi da solo”, ammettendo però che, se potesse scegliere, firmerebbe subito per essere Jannik Sinner, pur rivendicando la propria spontaneità come qualità che il numero uno del mondo non possiede.

Fognini voce del tennis italiano: da Sinner a Cerundolo

Anche da ex professionista, Fognini non ha rinunciato al ruolo di commentatore lucido e diretto del tennis mondiale. Le sue analisi sui social e nelle interviste hanno spesso fatto discutere, ma sempre con una sostanza tecnica difficile da ignorare. Dopo la vittoria di Jannik Sinner a Indian Wells nel marzo 2026 — l’ultimo grande torneo su cemento che mancava in bacheca all’altoatesino — Fognini ha sottolineato un aspetto tattico preciso: “L’ho visto difendersi davvero meglio, è stato grandissimo. Si è confermato un grande campione, è stato incisivo nei momenti importanti”.

L’episodio più recente e più discusso riguarda però la clamorosa eliminazione di Sinner al Roland Garros 2026, dove il numero uno del mondo ha abbandonato il match contro Juan Manuel Cerundolo quando era avanti due set a zero e 5-1 nel terzo. La reazione di Fognini è stata immediata e toccante: “È successo qualcosa che nessun appassionato di tennis credeva potesse mai succedere”, ha scritto sui social, aggiungendo una riflessione profonda sull’umanità degli atleti. “Questo ci fa pensare, come ha detto lui stesso, che non siamo dei robot. E se lo dice il numero uno del mondo apriamo gli occhi ragazzi”. Un messaggio che ha risuonato ben oltre il mondo del tennis, ricordando a tutti che anche i campioni hanno i loro limiti fisici ed emotivi.

Fognini ha anche voluto rendere giustizia all’avversario di Sinner: “Bisogna congratularsi con Cerundolo perché ha colto l’occasione al volo e ha fatto il suo”, pur precisando che in condizioni normali Sinner avrebbe vinto quella partita “su 10 volte almeno 9 e mezza”. La chiosa finale — “Jannik resta Jannik” accompagnata dal gesto del numero uno — è stata il sigillo di un intervento che ha dimostrato ancora una volta la capacità di Fognini di leggere il tennis con occhio critico ma sempre rispettoso.

L’eredità di un campione che ha aperto un’era

È difficile sopravvalutare il ruolo storico di Fabio Fognini nel tennis italiano. Entrando nella top 10 grazie al trionfo nel Masters 1000 di Monte Carlo nel 2019 — ancora oggi il suo ultimo titolo nel circuito maggiore — il ligure ha di fatto aperto la strada all’età dell’oro del tennis azzurro, quella che ha poi visto emergere Sinner, Berrettini, Musetti e tanti altri. Un’eredità raccolta con commozione anche da Flavio Cobolli, che lo scorso maggio aveva dedicato all’ex campione parole bellissime: “Se ho scelto il tennis e non il calcio è merito/colpa sua”, scrivendo di come le battaglie di Fognini al Foro Italico siano state fonte d’ispirazione per la sua generazione.

Con 9 titoli ATP in singolare, una carriera vissuta nell’era dei Big Three e la capacità di dire sempre le cose come stavano — nel bene e nel male — Fognini lascia il tennis giocato con un bilancio che lui stesso ha definito con una sola parola: “Sono felice”. E il fatto che, anche da ex, le sue parole continuino a fare notizia e ad alimentare il dibattito sportivo, dimostra che il suo legame con questo sport è tutt’altro che concluso.