Joan Mir

Aggiornato Mar 22 Set 2026 alle 12:58

Le ultime notizie su Joan Mir raccontano la storia di un pilota intrappolato in un momento difficile della sua carriera, legato a una Honda in evidente crisi di competitività ma determinato a restare e a costruire un futuro con il marchio dell’ala dorata. Le novità più recenti dipingono un quadro chiaro: il divario tecnico dalla Ducati è abissale, e il pilota maiorchino ne è pienamente consapevole.

Il dominio Ducati visto dagli occhi di Mir

Dopo il Gran Premio d’Austria del 2024, Joan Mir ha rilasciato dichiarazioni che hanno fatto il giro del paddock. Il campione del mondo 2020 ha descritto con parole inequivocabili la superiorità della Ducati, raccontando un episodio emblematico vissuto in pista: trovatosi dietro a Francesco Bagnaia, ha osservato come il pilota torinese guadagnasse tre decimi in uscita da una curva lenta semplicemente alzando la moto e aprendo il gas. Un dettaglio tecnico che vale più di mille analisi. «Il lavoro che fanno è pazzesco, così come il livello della loro moto», ha dichiarato Mir, aggiungendo che la Honda non soffre tanto sulla velocità massima quanto sull’accelerazione: «Loro hanno un grip spropositato, sembrano di un’altra categoria».

Non si tratta di una preoccupazione nuova per lo spagnolo. Già nel 2022, quando militava ancora in Suzuki, Mir aveva sollevato il tema delle otto Ducati in griglia, definendo la situazione «anomala» e sottolineando come ogni tentativo di superare una Rossa peggiorasse le prestazioni della sua moto. A distanza di anni, il problema si è trasformato in un dominio ancora più schiacciante, con Borgo Panigale che nelle ultime otto gare della stagione 2024 ha occupato tutte le posizioni del podio disponibili.

Il rinnovo con Honda e le prospettive future

Nonostante le difficoltà tecniche, Joan Mir ha scelto di restare. Nel luglio 2024, il pilota spagnolo e HRC hanno ufficializzato il prolungamento del contratto fino al 2026, confermando la volontà di entrambe le parti di proseguire insieme nel progetto di rilancio della Honda in MotoGP. Una scelta che ha sorpreso qualcuno, considerando che il miglior risultato ottenuto dalla coppia Mir-Honda fino a quel momento era stato un quinto posto al Gran Premio d’India del 2023. Il Repsol Honda Team ha confermato anche Luca Marini come secondo pilota, mantenendo invariata la formazione.

La decisione di Mir di legarsi alla Honda fino al 2026 va letta in un contesto più ampio. Il maiorchino, campione del mondo con la Suzuki nel 2020 e iridato in Moto3 nel 2017, ha sempre dimostrato una visione a lungo termine della propria carriera. Quando nel 2021 lasciò intendere che avrebbe potuto abbandonare la Suzuki in cerca di una moto più competitiva, lo fece con la stessa lucidità con cui oggi accetta le sfide di un progetto Honda ancora in costruzione. «Voglio vincere ancora», aveva detto allora, e quella fame non sembra essersi spenta.

Le ultime notizie su Mir confermano dunque un pilota che guarda avanti con realismo. La Honda è ultima nella classifica costruttori, con appena 28 punti nelle prime undici gare del 2024, un dato che fotografa impietosamente la crisi del marchio giapponese. Ma Mir ha scelto di essere parte della soluzione, non di fuggire dal problema. La speranza è che il lavoro di sviluppo portato avanti da HRC possa dare frutti entro la scadenza del suo contratto, restituendo al pilota di Palma di Maiorca una moto all’altezza del suo talento e delle sue ambizioni iridate.

Nel frattempo, le parole pronunciate dopo il GP d’Austria restano il documento più eloquente dello stato attuale delle cose: un pilota che ammira il lavoro altrui con rispetto, ma che non nasconde la frustrazione di chi sa di poter dare di più se solo avesse gli strumenti adeguati.