Leonardo
Aggiornato Lun 11 Mag 2026 alle 11:40Le ultime notizie su Leonardo, il dirigente brasiliano che ha segnato un’epoca nel calcio europeo prima al Milan e poi al PSG, raccontano la parabola di un uomo di mercato capace di costruire rose ambiziose ma anche di gestire situazioni esplosive dentro e fuori dal campo. Le news più recenti lo ritraggono in uscita dal Paris Saint-Germain, dopo anni di tensioni, polemiche e decisioni controverse che hanno caratterizzato il suo mandato nella capitale francese.
L’addio al PSG: la fine di un ciclo
La stagione 2021/22 si è rivelata quella del definitivo tramonto dell’esperienza di Leonardo al PSG. Dopo la clamorosa eliminazione agli ottavi di Champions League per mano del Real Madrid, il club di Nasser Al-Khelaifi ha avviato una profonda riflessione sul proprio assetto dirigenziale. Secondo quanto riportato, il PSG aveva già contattato Fabio Paratici, allora al Tottenham con Antonio Conte, come possibile successore del direttore sportivo brasiliano. Un segnale inequivocabile della direzione intrapresa dalla società parigina.
La situazione si è poi definitivamente chiarita con il rinnovo di Kylian Mbappé: mentre Parigi festeggiava il prolungamento del contratto del suo campione più prezioso fino al 2025, Leonardo restava l’unico escluso dalla festa. Al dirigente brasiliano sarebbe stato proposto un ruolo più istituzionale all’interno del club, ma lui avrebbe scelto di chiudere definitivamente la sua avventura parigina. Un epilogo amaro per chi aveva contribuito a costruire una delle rose più costose della storia del calcio.
Non va dimenticato l’episodio che aveva ulteriormente incrinato la sua immagine pubblica: dopo l’eliminazione con il Real Madrid, Leonardo e lo stesso Al-Khelaifi si erano recati nello spogliatoio degli arbitri per protestare contro il direttore di gara Makkelie, con insulti pesanti e l’intervento della polizia per placare gli animi. Una scena che aveva fatto il giro d’Europa e che aveva aperto la strada a una possibile indagine UEFA.
Il dualismo Donnarumma-Navas e le altre grane parigine
Tra le questioni più spinose che Leonardo ha dovuto affrontare nella sua ultima stagione al PSG, il dualismo tra i pali tra Gianluigi Donnarumma e Keylor Navas ha rappresentato forse il caso più emblematico. In un’intervista a Sky Sport, il dirigente aveva cercato di minimizzare le tensioni: «La situazione era chiara per tutti dall’inizio, sapevamo sarebbe stata difficile da gestire. Navas è uno dei migliori portieri al mondo, Donnarumma anche». Parole diplomatiche che, però, non riuscivano a nascondere le frizioni reali all’interno dello spogliatoio.
Secondo Leonardo, era stata proprio la sconfitta in Champions League ad amplificare il problema: «Passando il turno, la situazione sarebbe stata diversa». Una lettura che suonava come un’ammissione indiretta di una gestione non ottimale, con il dualismo tra i pali destinato a una nuova fase comunque inevitabile. Donnarumma, arrivato a parametro zero dopo la scadenza del contratto con il Milan, non aveva mai trovato la continuità sperata, restando spesso in panchina a favore del costaricano.
Le ultime notizie dal fronte PSG raccontano anche di un Leonardo costantemente in prima linea nelle battaglie mediatiche. Memorabile il suo scontro a distanza con Zlatan Ibrahimovic, reo di aver accusato il club parigino di mancanza di disciplina. La risposta del brasiliano era stata secca e senza filtri: «Sto ancora aspettando un’intervista in cui ringrazia il PSG per tutto quello che hanno fatto per lui». Un attacco frontale che rivelava quanto i rapporti tra i due si fossero deteriorati nel tempo.
La gestione dei grandi campioni: da Mbappé a Messi
Uno degli aspetti più complessi del mandato di Leonardo al PSG è stato quello di gestire una costellazione di stelle dal peso specifico enorme. La questione Mbappé aveva tenuto banco per mesi: il dirigente brasiliano si era scagliato pubblicamente contro il Real Madrid e il presidente Florentino Perez, accusandoli di mancanza di rispetto per le continue dichiarazioni pubbliche sull’attaccante francese. «La sessione di mercato è finita! Il Real Madrid non può continuare a comportarsi così», aveva tuonato Leonardo in un’intervista a L’Équipe.
Anche l’arrivo di Lionel Messi aveva generato tensioni inaspettate. Quando l’argentino, non ancora in forma, era stato convocato dalla sua nazionale nonostante non giocasse da settimane con il PSG, Leonardo era esploso contro la federazione argentina: «Non siamo d’accordo a far andare in nazionale un giocatore che, per noi, non è in condizione fisica». Un braccio di ferro che aveva messo in luce le difficoltà di gestire campioni abituati a fare le proprie regole.
Il bilancio complessivo dell’esperienza di Leonardo al PSG resta quindi ambivalente: da un lato la costruzione di una rosa stellare con Messi, Neymar, Mbappé, Donnarumma e Ramos, dall’altro l’incapacità di tradurre tutto questo talento in risultati concreti, soprattutto in Champions League. Le ultime notizie confermano che il suo ciclo parigino si è chiuso senza il trofeo più ambito, lasciando aperta la questione su quale sarà il prossimo capitolo della carriera di uno dei dirigenti più discussi e controversi del calcio europeo degli ultimi anni.