PSG

Aggiornato Ven 05 Giu 2026 alle 10:29

Il Paris Saint-Germain ha vissuto una stagione storica, culminata con la conquista della Champions League 2025-2026. Un percorso straordinario, costellato di partite memorabili, che ha portato il club parigino sul tetto d’Europa per la seconda volta consecutiva. Le ultime notizie, però, raccontano anche il lato oscuro di una notte di festa trasformatasi in tragedia per le strade di Parigi.

La notte della Champions: trionfo e tragedia a Parigi

La vittoria del PSG nella finale di Budapest contro l’Arsenal, disputata il 30 maggio, ha scatenato festeggiamenti di massa nella capitale francese. Circa 20.000 tifosi si erano radunati sugli Champs-Élysées per celebrare il successo della squadra di Luis Enrique, ma la notte si è trasformata in un incubo. Secondo la prefettura, sono state arrestate 283 persone tra gli scontri avvenuti nei pressi del Parco dei Principi e in altre zone della città. Il bilancio è pesante: una persona ha perso la vita — un motociclista schiantatosi contro blocchi di cemento sul Périphérique all’altezza di Porte Maillot — e 219 sono rimaste ferite, di cui otto in condizioni gravi.

I disordini hanno interessato diverse aree della città: nella zona di Porte de Saint-Cloud, dove era stato installato un maxischermo per seguire la finale, diversi negozi sono stati saccheggiati e sei veicoli danneggiati. Un agente di polizia è rimasto ferito, mentre alcuni mezzi dei vigili del fuoco hanno subito danni dopo essere stati presi d’assalto da gruppi di ultras. A livello nazionale, i fermati sono stati 426, con le forze dell’ordine che hanno schierato 22.000 tra poliziotti e gendarmi in tutta la Francia, di cui 8.000 nella sola capitale. Il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha monitorato costantemente l’evolversi della situazione.

Il cammino verso Budapest: dalla semifinale epica con il Bayern alla finale

Per comprendere la portata del trionfo parigino, è necessario ripercorrere le tappe di un cammino europeo straordinario. La semifinale contro il Bayern Monaco ha regalato probabilmente le emozioni più intense dell’intera competizione. La gara d’andata al Parco dei Principi è già entrata nella storia: un incredibile 5-4 che ha visto il PSG rimontare, scappare e poi resistere ai bavaresi in una partita dalle mille emozioni. Kane aveva portato in vantaggio il Bayern su rigore, ma la reazione parigina era stata immediata con Kvaratskhelia, Joao Neves e Dembélé — Pallone d’Oro — protagonisti assoluti. Il Bayern aveva accorciato fino al 5-4 con Upamecano e Luis Diaz, rendendo il ritorno all’Allianz Arena una sfida apertissima.

In Germania, il PSG ha gestito con autorità il doppio confronto nonostante l’assenza pesante di Hakimi, fermato da un infortunio rimediato proprio nella gara d’andata. Al ritorno è bastato l’1-1, con Dembélé a sbloccare il risultato dopo appena 3 minuti e Kane a pareggiare solo al 94′. La qualificazione alla finale di Budapest era così conquistata, non senza polemiche: i tifosi bavaresi avevano bersagliato Dembélé con un lancio di oggetti al 34′, costringendo l’arbitro Pinheiro a interrompere momentaneamente il gioco. Era stato lo stesso Manuel Neuer a farsi carico di placare gli animi sugli spalti.

La partita aveva anche alimentato un acceso dibattito nel mondo del calcio. Clarence Seedorf, interpellato dopo lo spettacolare 5-4 dell’andata, aveva criticato l’eccessiva apertura difensiva di entrambe le squadre, indicando paradossalmente l’Arsenal come favorita per la vittoria finale: «Se devo indicare una squadra che sarà davvero capace di portarla a casa, dico l’Arsenal». Una previsione che si è rivelata errata, con il PSG capace di superare i Gunners proprio nella finale di Budapest.

Il percorso europeo del Paris Saint-Germain era stato costellato di prestazioni di alto livello già dagli ottavi di finale. Contro il Liverpool, la squadra di Luis Enrique si era imposta 2-0 al Parco dei Principi grazie a Doué e Kvaratskhelia, prima di eliminare definitivamente i Reds. Ai quarti era arrivata la doppia sfida con il Chelsea, liquidato con un netto 5-2 all’andata e un convincente 3-0 a Stamford Bridge nel ritorno.

Una stagione da record: dalla Coppa Intercontinentale al titolo europeo

La Champions League rappresenta l’apice di una stagione straordinaria per il PSG, che aveva già scritto la storia a dicembre 2025 vincendo per la prima volta nella sua storia la Coppa Intercontinentale. In quella finale disputata ad Al Rayyan, in Qatar, i parigini avevano battuto il Flamengo ai calci di rigore dopo l’1-1 dei tempi regolamentari. Grande protagonista era stato il portiere Matvey Safonov, autore di quattro parate dal dischetto grazie anche a uno stratagemma tattico: aveva annotato su un foglietto le abitudini di tiro di ogni rigorista avversario, consultandolo prima di ogni penalty.

Kvaratskhelia, Dembélé, Barcola, Vitinha e Joao Neves: sono stati questi i protagonisti di un’annata che ha consacrato definitivamente il progetto tecnico di Luis Enrique. Il tecnico spagnolo, nonostante le voci di un possibile ritorno al Barcellona nel 2027, ha dimostrato di aver costruito a Parigi una squadra capace di dominare il calcio europeo con un calcio offensivo, verticale e spettacolare. Un’identità precisa che ha fatto discutere — con voci critiche come quella dell’ex attaccante Alessandro Melli, che aveva definito questo stile «calcio senza difesa» — ma che alla fine ha prodotto risultati storici per il club della capitale francese.