Urbano Cairo
Aggiornato Dom 09 Ago 2026 alle 15:01Le ultime notizie su Urbano Cairo raccontano di un presidente del Torino sempre più al centro delle dinamiche di mercato estivo, tra cessioni annunciate, trattative in corso e qualche riflessione sul futuro del club granata. L’estate 2026 si preannuncia movimentata per il patron alessandrino, che ha scelto di affidarsi al giovane tecnico Ignazio Abate per la nuova stagione e si trova ora a gestire un mercato tutt’altro che semplice.
Cacciamani verso la Roma: Cairo ammette la possibile cessione
Il tema più caldo delle ultime ore riguarda il futuro di Alessio Cacciamani, il giovane terzino classe 2007 originario di Jesi che ha impressionato nella scorsa stagione in Serie B con la Juve Stabia: 36 presenze, due reti e quattro assist per il laterale che il Torino aveva ceduto in prestito. Ora la Roma di Gian Piero Gasperini lo vuole con decisione, individuandolo come vice Wesley nel suo 3-4-2-1, e Cairo non ha nascosto la realtà dei fatti: “Qualcuno partirà per ragioni di bilancio. Cacciamani? Vorrei tenermelo stretto, ma non sono sicuro al 100%”.
La trattativa tra i due club è in piedi ma il divario tra domanda e offerta rimane significativo: i giallorossi non vanno oltre gli otto milioni più due di bonus, mentre Cairo si avvicina a una richiesta complessiva di una ventina di milioni tra parte fissa e bonus. A fare da sponsor all’operazione è stato anche l’ex direttore sportivo granata Davide Vagnati, che a Sky Sport ha speso parole importanti per il ragazzo: “Cacciamani ha grande professionalità, educazione top e questa è la base per una crescita futura. Per il gioco di Gasperini sarebbe perfetto, mi ricorda molto Spinazzola”. Un endorsement pesante, che testimonia quanto il giovane terzino sia apprezzato anche al di fuori di Torino.
In caso di cessione, il Torino ha già individuato il possibile sostituto: si tratta di Niccolò Fortini della Fiorentina, esterno duttile capace di agire su entrambe le corsie e molto apprezzato sia dal direttore sportivo Petrachi che da Abate. Anche qui, però, le distanze economiche sono reali: i viola chiedono dieci milioni, i granata non vanno oltre i cinque. Un copione che si ripete, con Cairo costretto a fare i conti con le esigenze di bilancio senza perdere di vista la qualità della rosa.
Il mercato dei portieri e la situazione complessiva
Sul fronte portieri, le ultime novità parlano di un accordo ormai definito per l’arrivo di Lucas Perri dal Leeds United. L’operazione è chiusa nei dettagli, ma manca ancora l’ufficialità: tutto dipende dal trasferimento di Trafford dal Manchester City agli inglesi, che dovrebbe sbloccare definitivamente l’approdo del portiere brasiliano a Torino. Cairo ha rimandato ogni decisione sul reparto dei portieri al direttore sportivo Petrachi, confermando una divisione dei ruoli che caratterizza la gestione attuale del club.
L’arrivo di Perri potrebbe a sua volta liberare Alberto Paleari, retrocesso al ruolo di terzo portiere: sul classe 1992 si registra l’interesse di diversi club di Serie A, tra cui Sampdoria, Lecce, Venezia, Cagliari e Parma. Un effetto domino tipico del calciomercato estivo, che il presidente granata sta cercando di gestire con pragmatismo.
Cairo ha anche confermato di aver chiesto personalmente a Giovanni Simeone di restare, definendola “una cortesia personale al di là del contratto”. Un dettaglio che racconta molto dello stile del patron granata, capace di mescolare logiche di bilancio e rapporti umani nella gestione quotidiana del club. Simeone era stato uno dei protagonisti della stagione precedente, acquistato dal Napoli con un prestito con riscatto obbligatorio che Cairo aveva voluto fortemente.
Cairo e il futuro del Torino: tra contestazioni e ambizioni
Al di là delle trattative di mercato, le ultime notizie su Urbano Cairo restituiscono l’immagine di un presidente che continua a fare i conti con una tifoseria esigente e con le pressioni di chi vorrebbe un cambio di proprietà. In estate Cairo ha ribadito ancora una volta la sua posizione: “Il Toro, se arriva uno con i soldi e la passione giusta, posso anche venderlo. Ma non s’è presentato ancora nessuno”. Parole pronunciate al Corriere della Sera che suonano ormai come un ritornello familiare, ripetuto in diverse occasioni nel corso degli ultimi anni.
La sua gestione, iniziata il 2 settembre 2005, si appresta a entrare nella ventunesima stagione consecutiva in Serie A. Il miglior risultato ottenuto rimane il settimo posto, raggiunto nel 2013-14 e nel 2018-19, entrambe le volte con qualificazione all’Europa League. Un traguardo che Cairo vorrebbe superare, consapevole che la piazza granata si aspetta qualcosa di più. La scelta di affidarsi ad Abate, tecnico giovane e rampante, sembra andare in questa direzione: un segnale di discontinuità dopo una stagione travagliata, conclusa con l’esonero di Marco Baroni e la salvezza conquistata sotto la guida di Roberto D’Aversa.
Sul piano extracalcistico, Cairo si è anche espresso con scetticismo sul piano decennale presentato dal nuovo direttore tecnico della Nazionale Paolo Maldini, affiancato dall’advisor Leonardo: “Hanno parlato di 8-10 anni, una roba che neanche l’Unione Sovietica. I tempi devono essere molto più corti”. Una battuta pungente che fotografa bene il carattere diretto e pragmatico del presidente granata, sempre pronto a dire la sua anche su temi che vanno oltre le mura del Grande Torino.