"Ci sproniamo a vicenda, è il bello dello sport e anche dell’amicizia".
Dopo il ritiro a Melbourne e il rientro a Indian Wells, per Lorenzo Musetti il torneo di Miami rappresenta un passaggio importante, forse quello più adatto per ripartire. Dopo lo stop agli Australian Open, quando era avanti due set a zero contro Djokovic prima del ritiro, la gestione è diventata un fattore chiave. “È un processo che richiede tempo, tornare a una condizione alta non è immediato” racconta a Sky Sport.
Indian Wells è stato un primo test utile: “Ho potuto giocare una partita e capire a che punto fossi e mi ha dato un’idea reale della mia condizione. Arrivo qua con tanta voglia di rifarmi, di ritrovare una condizione ideale. Sarà importante capire come affrontare ogni partita, senza pensare troppo alle aspettative. Essere stato fermo un mese porta sensazioni diverse sulla racchetta. Sono molto concentrato sul primo turno, nel cercare di affrontare ogni partita al meglio”.
Il movimento tennistico italiano è in crescita esponenziale. “È bello vedere i ragazzi della mia età con cui ho condiviso tante trasferte, tanti sogni. Io, Flavio e Luciano siamo del 2002, Jannik del 2001… ci conosciamo da sempre. Ritrovarci a questo livello, a essere un po’ i portabandiera del tennis italiano, fa davvero piacere”.
“Il fatto di aver condiviso tanto ci porta anche a spingerci l’un l’altro, a trovare il meglio dell’altro. Ci sproniamo a vicenda, è il bello dello sport e anche dell’amicizia. Jannik ci ha abituato a risultati molto costanti… la vittoria a Indian Wells è un traguardo molto importante. Sono veramente contento dei risultati di Luciano e Flavio, stanno progredendo davvero bene” conclude il carrarino.