Lewis Hamilton
Aggiornato Lun 11 Mag 2026 alle 22:02Le ultime notizie su Lewis Hamilton raccontano una storia di rinascita: dopo un 2025 da dimenticare, il sette volte campione del mondo ha vissuto un inizio di stagione 2026 che ha ridato entusiasmo a lui e ai tifosi della Ferrari. Il percorso di riscatto del britannico è ormai uno dei temi centrali di questa Formula 1, e i risultati recenti sembrano dargli ragione.
Il primo podio in rosso: Hamilton ritrova sé stesso
Il Gran Premio di Cina ha rappresentato un momento storico per Hamilton in Ferrari. Kimi Antonelli ha vinto il GP di Shanghai dominando dall’inizio alla fine con la Mercedes, ma alle sue spalle è arrivato il tanto atteso podio del numero 44 in rosso. Terzo posto per Hamilton, davanti al compagno di squadra Charles Leclerc, al termine di una gara combattuta e spettacolare tra i due ferraristi. Un risultato che chiude definitivamente il capitolo più buio della carriera del britannico: nella sua prima stagione a Maranello, Hamilton non era mai riuscito a salire sul podio in una gara domenicale.
Le sue parole al termine della corsa hanno restituito l’immagine di un pilota ritrovato: “Se mi sono sentito vivo oggi in gara e sul podio? Assolutamente sì!”, ha dichiarato Hamilton, aggiungendo di voler ringraziare tutto il team in fabbrica per il lavoro svolto. Il britannico ha anche riconosciuto il gap ancora esistente rispetto alla Mercedes sul piano della potenza: “Quando ci sorpassano sembrano volare e non possiamo difenderci. In curva, invece, siamo forti tanto quanto loro”. Un’analisi lucida, che non oscura però la soddisfazione per un risultato atteso da mesi.
Il duello interno con Leclerc ha aggiunto pepe alla gara. I due ferraristi si sono presi a sportellate più volte nel corso della corsa, in quello che il team principal Frederic Vasseur ha definito “tutto sotto controllo”, scegliendo di lasciarli correre liberamente. Charles Leclerc ha elogiato il compagno: “Lewis era molto veloce anche lo scorso anno, ma erano auto diverse. Avere entrambe le macchine là davanti è fantastico”. Un segnale positivo per Maranello, che può contare su una coppia di piloti competitivi e capaci di attaccare le Mercedes.
Una rinascita costruita nel tempo: dai test alla gara
Il podio cinese non è arrivato per caso. Già in Australia Hamilton aveva mostrato segnali incoraggianti, chiudendo quarto dopo essere rimasto in seconda posizione per buona parte della gara. Un errore strategico del muretto — entrambe le Ferrari tenute in pista durante la Virtual Safety Car — aveva compromesso le sue chances di podio, ma il passo gara era stato convincente. “Mi sarebbero bastati un paio di giri in più per superare Charles”, aveva commentato il britannico, con un tono ben diverso dallo sconforto che aveva caratterizzato gran parte del 2025.
La trasformazione di Hamilton era iniziata già durante la preparazione invernale. Nei test di Barcellona e poi in Bahrain, il sette volte iridato aveva mostrato un entusiasmo ritrovato, parlando della nuova SF-26 come di una macchina con il suo DNA: “L’anno scorso correvo con una macchina che avevo semplicemente ereditato; questa invece è una vettura allo sviluppo della quale ho partecipato al simulatore negli ultimi otto-dieci mesi”. Una differenza sostanziale, che si è tradotta in un feeling immediato con la monoposto.
Tra le novità che hanno accompagnato il suo rilancio c’è anche il cambio di ingegnere di pista: al posto di Riccardo Adami — i cui team radio con Hamilton avevano fatto discutere nel corso del 2025 — è arrivato Luca Diella, ex responsabile del motore del britannico proprio in Mercedes. Una scelta pensata per far sentire Hamilton il più possibile a proprio agio, in un ambiente che nel primo anno non era riuscito a esprimere al meglio. Parallelamente, il pilota ha rinnovato anche il suo entourage, salutando manager e addetta stampa in un processo di ricostruzione totale.
A credere nel suo rilancio erano stati in molti, a partire da Nigel Mansell, campione del mondo 1992 ed ex ferrarista: “Ha 41 anni ma la forza di un toro. Se a Maranello gli daranno la macchina che merita, avrà ancora la possibilità di portarsi a casa quel magico ottavo titolo”. Anche Ross Brawn, storico direttore tecnico della Ferrari ai tempi di Schumacher, aveva espresso fiducia: “Con le giuste occasioni e gli stimoli più adatti penso che ritroveremo il Lewis dei vecchi tempi”.
Il contesto: Mercedes davanti, Ferrari insegue
Le ultime news dalla pista confermano che la Mercedes resta la squadra da battere in questo avvio di stagione 2026. Antonelli ha vinto in Cina dopo che George Russell si era imposto in Australia e nella Sprint Race cinese. Il vantaggio in rettilineo delle Frecce d’Argento è evidente, frutto di una power unit sviluppata con largo anticipo. Hamilton lo ha riconosciuto apertamente, ma ha anche indicato la strada: “Magari lavoreremo non solo sul motore, ma anche sull’efficienza aerodinamica in rettilineo. Dita incrociate e speriamo di poterli raggiungere e battere”.
In questo scenario, la Ferrari si è dimostrata competitiva soprattutto nelle curve, con la SF-26 che ha mostrato un passo gara solido. La cosiddetta ala “Macarena” — la soluzione aerodinamica rivoluzionaria portata a Shanghai ma poi rimossa in attesa di perfezionarla — rappresenta uno degli assi nella manica di Maranello per recuperare terreno. Il campionato è ancora lungo, il prossimo appuntamento è il GP del Giappone, e Hamilton sembra finalmente pronto a recitare il ruolo da protagonista che tutti si aspettavano quando firmò per la Ferrari.